Il difensore inglese è già a quota 3 reti stagionali che hanno portato 6 punti. Ancora dieci presenze e poi scatterà il rinnovo automatico.
(Corriere dello Sport – Jacopo Aliprandi) – Chiamatelo amuleto, oppure “San Chris” come lo hanno soprannominato anche i tifosi. Sta di fatto che quando Smalling segna la Roma non perde.
E così è stato anche domenica sera contro il Lecce. Il suo terzo gol stagionale, il secondo consecutivo. E per giunta tutti con la sua arma, il colpo di testa. Insomma, il difensore inglese è l’elemento imprescindibile della squadra di Mourinho, il primo giocatore che il tecnico inserisce nella formazione titolare alla vigilia.
Alla faccia del turnover, alla faccia del riposo precauzionale: Smalling le gioca tutte, anzi, le deve giocare tutte per blindare la porta e conquistare la vittoria. Da quando veste la maglia della Roma, quindi dalla stagione 2019-2020, il difensore centrale ha segnato 10 gol, di cui 6 determinanti.
La Roma si gode il suo difensore, i tifosi inglesi invece lo rimpiangono. Perché a loro avviso è incredibile che il ct della nazionale Southgate non lo abbia mai convocato questo ultimo anno e mezzo. Smalling ormai non spera più nella convocazione e guarda oltre. Alla Roma con cui vuole togliersi altre soddisfazioni. Mancano dieci partite al rinnovo automatico: un traguardo che festeggerà all’inizio del 2023, con la speranza di aver chiuso nel migliore dei modi questo ciclo di partite ravvicinate prima della sosta.
