Il centrocampista africano è stato preso dalla Roma a fine mercato ma non è riuscito ancora ad incidere e a convincere Mourinho.
(Corriere dello Sport – Lorenzo Scalia) – La coperta a centrocampo è cortissima. Un dato di fatto. Del resto, la Roma ha iniziato la stagione con l’handicap quando Wijnaldum si è fratturato la tibia prima di esordire da titolare con la maglia giallorossa: l’emorragia è stata tamponata dal cerotto Camara, sbarcato sul gong del mercato in prestito con diritto di riscatto dall’Olympiacos. Al momento, però, Mourinho non lo considera una prima o seconda scelta nelle gerarchie.
Contro il Lecce non si è alzato dalla panchina, idem contro l’Atalanta. Ha giocato 18 minuti in Serie A spalmati su 3 partite. In Europa League qualcosa di più senza lasciare il segno. Forse è presto per parlare di bocciatura, ma Camara non si è ancora ambientato al campionato italiano, dove la tattica ha il suo peso e non è facile imporsi nel breve periodo.
Nel frattempo però è scivolata via una parte consistente della stagione, quella che può indirizzare un’annata intera. “Camara? E’ arrivato senza conoscere la nostra realtà, anche fisicamente non stava bene. Dobbiamo sopravvivere in classifica e sperare che a gennaio torni Wijnaldum“, ha detto Mourinho andando dritto al punto.
La verità è che lì in mezzo manca la qualità senza l’ex Psg e Liverpool, sulla carta Dybala del centrocampo. La pedina capace di far girare la squadra, dando il suo apporto anche sotto porta con gli inserimenti. Per questo motivo Pellegrini ha stretto i denti contro il Lecce, andando ad occupare la casella sulla mediana nonostante non avesse la settimana tipo alle spalle.


