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Tommasi: “Ho vinto ascoltando Verona, il Derby? Mi manca”

Damiano Tommasi è stato intervistato per la prima volta in veste di neo sindaco di Verona. L’ex calciatore della Roma ha trattato molti temi.

(La Gazzetta dello Sport- Francesco Velluzzi)

Tommasi come è nata l’idea di candidarsi a sindaco di Verona?
“Da un gruppo di persone impegnate politicamente in città. Me lo chiesero già nel 2017, ma ero all’AIC. Poi ne abbiamo riparlato. Non c’era un partito, ma il progetto di una coalizione forte con uno spirito associativo e valori condivisi. C’è stata una congiuntura favorevole. La candidatura era una novità. Ma siamo stati credibili”. 

La sua lista si chiama Rete. C’è dentro il calcio?
“Il riferimento può essere calcistico, ma fare rete è una parola che è entrata nell’uso comune e a Verona c’era bisogno di lavorare insieme per un obiettivo comune. Si fa squadra per poi costruire”.

Cosa le ha insegnato lo sport?
“Che da soli non si va da nessuna parte. Lo sport dà una forma mentis che coinvolge la vita di una persona”.

Torniamo al concetto di leader: in spogliatoio si sentiva tale?
“La leadership è una cosa che ti viene riconosciuta. Sono stato compagno di Totti, Batistuta. Io non ero un top player, ma avevo onestà intellettuale”.

Quanti dello sport l’hanno chiamata per congratularsi?
“Tanti. Ancora non ho visto tutto. Ma ho sentito forte la vicinanza di Fabio Capello. Lo apprezzo molto, ho fatto 5 anni con lui”.

Tommasi la sua giornata dovrebbe durare di più. E in tutto ciò ancora gioca con il Sant’Anna D’Alfaedo
“In Seconda Categoria. Un impegno che vorrei mantenere, ma resto tifoso dell’Hellas”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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