Leonardo Spinazzola, intervistato a Trigoria da VoceGiallorossa ha parlato di come bisogna finire bene l’anno e del suo calvario.
In questo UEFA Media Day, i giornalisti hanno potuto intervistare anche alcuni calciatori della Roma. Leonardo Spinazzola ha risposto alle domande di VoceGiallorossa sul finale di stagione e sul suo calvario. Ecco le sue parole:
Leo, Torino e poi la finale, come arrivate a questo periodo tour de force?
“Il tour de force lo stiamo facendo da tutto l’anno, o almeno i miei compagni. Io ho fatto un altro tour. Alla finale ci dobbiamo arrivare bene, l’importante adesso è pensare prima alla partita di Torino perché è fondamentale per il campionato e soprattutto per noi. Vogliamo chiudere in bellezza questo campionato e poi avremo 5 giorni per preparare una finale”.
Tu come ci arrivi?
“Io ci arrivo bene, sono motivato e felice di essere qui e anche di poter giocare queste ultime 2 partite”.
Leo ma in questi mesi complicati, il pensiero di Tirana c’è stato a darti forza?
“Sinceramente no, il mio pensiero era tornare in gruppo e allenarmi, poi dopo è normale che quando ho iniziato a sentirmi meglio, Tirana è stata presente nella mia testa”.
Quali sono stati i momenti più difficili in questi mesi?
“Il momento più difficile è stato quando non vedevo i risultati del mio lavoro e non andavo avanti, sbattevo solo la testa contro il muro”.
Con l’abbraccio dell’Olimpico che cosa hai provato?
“La gente romana e romanista è stata sempre generosa con me. All’Olimpico è stata una bella sensazione per me”.
Con Zalewski potete giocare insieme?
“Quello lo deciderà il mister, Nico sta facendo un grande campionato e deve continuare così”.
Quale è l’approccio di Mourinho ad una finale? Cosa vi dice per aiutarvi sulla concentrazione che nella motivazione?
“Ancora l’approccio alla finale non c’è stato, abbiamo prima un altro tipo di finale venerdì. È importantissima per noi e il mister ci carica e ci fa concentrare solo sul Torino. Adesso non stiamo pensando a Tirana”.
Hai giocato 45 minuti la scorsa volta, quanti ne hai nelle gambe?
“Non lo so, dipende dalla partita e dalle situazioni. Se attacchiamo e basta è più facile. Se invece ci troviamo davanti ad una partita aperta, è molto più difficile fisicamente. Io sono felice in questo momento, vediamo quanti minuti potrò mettere nelle gambe in queste due partite”.
Vista da fuori questa Roma poteva fare di più?
“È normale che ci si potesse aspettare di più, siamo una grande squadra. Quando giochi il giovedì però, è molto più difficile essere concreti la domenica. In Serie A siamo l’unica squadra che ha fatto questo lungo percorso, accompagnato da lunghi viaggi e molto spesso anche dal freddo”.
Vi sentite favoriti contro il Feyenoord?
“Adesso voglio pensare solo al Torino, non vorrei parlare del Feyenoord”.
Questa finale è più importante di quella con l’Italia agli Europei?
“È la prima finale in cui potrei giocare quindi direi di si, purtroppo con l’Italia non sono potuto scendere in campo ma spero di farlo il 25”.
Italia-Argentina è un obiettivo per te?
“Vediamo, adesso veramente sto pensando solo a mettere più minuti nelle gambe possibili in queste 2 partite”.
Con Mancini hai parlato?
“Nono, il mister mi ha fatto solo i complimenti per essere tornato e si è detto molto felice, ma basta”.
