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Zingaretti: “Il mio personaggio ha mille maschere un po’ come Mou”

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In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport l’attore Luca Zingaretti ha parlato anche della Roma della quale è un accanito tifoso. Ecco le sue parole.

Altro assist: “doppietta” chiama Abraham nel derby. Le è mai capitato di strappare un applauso dopo 56 secondi?
“No – ride, ndr. – ma lì le confesso che ho un po’ tremato: la Lazio gioca bene da anni, con Inzaghi ma anche prima. Sarri ci ha messo del suo e la Lazio ha iniziato a giocare, nelle ultime settimane, alla sua maniera. Noi poi abbiamo avuto quella pessima idea di regalargli Pedro che qui cantava e portava la croce e lì deve fare solo il Pedro. Così ho pensato: ci mancano 89 minuti… ora li abbiamo svegliati, cominciano a macinare. E invece non li abbiamo mai fatti giocare. Anzi, avevano il pallone ma non facevano male. E lì Mourinho è stato geniale mettendogli un uomo in più in mezzo al campo rendendolo così affollato da impedire di fare gioco”.

Ecco, anche il derby è stato l’ennesimo palco per Mourinho, quando ha ripreso i tifosi che facevano “olè”. Quanto agli arbitri, il “duetto” prosegue da mesi. E’ un personaggio che le piacerebbe interpretare?
“E’ un furbacchione, conosce i media e ha costruito in parte su questo la sua leggenda: a voce dice cose banali come se dicesse grandi verità. Fa parte del bagaglio di un grande allenatore. Certo, non è una conditio sine qua non, pensiamo a Guardiola: completamente diverso ma non da meno. Anzi”.

E mentre lui comunica, la società lavora in silenzio, che pensa della gestione Friedkin?
“A Roma le cose sono sempre più difficili, c’è una tifoseria grande e particolarissima che si alimenta di decine di radio e tv. Per il momento a me questa gestione non dispiace anche se vorrei capire la visione e quale sia la vera catena di comando. Non conosco la società dall’interno, vedo che ci sono stati cambi, ma se dovessi dire ora, da spettatore, chi comanda sarei in difficoltà”.

La partenza di Zaniolo è un tabù?
“Voglio pensare in grande e fare un’apertura di credito alla società. Quando trovano un giocatore forte i club piccoli, da mezza classifica, si butterebbero in terra pur di tenerlo. Noi non lo siamo, quindi dico pensiamo al bene della Roma. Se vogliamo vendere Zaniolo e comperare con i soldi ricavati dei giocatori che fanno il caso di Mourinho allora dobbiamo anche maturare come tifosi e dire ok. Ma l’importante è che non si tradisca questa fiducia come è capitato in passato”.

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