Traballa sempre di più il rapporto tra la Roma e Zaniolo. Il club sostiene che l’entourage del giocatore eserciti troppa pressione.
(La Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini) – Pugno duro della Roma sul fronte Zaniolo. Da una parte la possibilità di addio e dall’altra l’idea di un rinnovo adeguato. Lo stillicidio di informazioni anonime hanno irritato la dirigenza che ha deciso di far trapelare amarezza, annunciando l’avvio di una linea dura.
Juve e Milan bussano alla porta per chiedere informazioni su Zaniolo, sentendosi rispondere sempre allo stesso modo: la valutazione è di 60 milioni. Per questo si sta riflettendo su formule diverse. Facile? Niente affatto.
La Roma sta apprezzando che Nicolò si stia già allenando con professionalità, tutte le uscite pubbliche “collaterali” sono state poco gradite. Il messaggio della Roma è chiaro: il giocatore, come Cristante e Spinazzola, ha un contratto in scadenza nel 2024 e saremo noi a decidere quando trattare. Nicolò è libero di prendere tutte le decisioni che crede. Non dimenticando però come la Roma gli sia stata sempre vicino durante il recupero dai due infortuni.
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Se un giocatore viene valutato 60 milioni, secondo chi gli è vicino, è logico che lo stipendio deve essere adeguato al valore dato, mentre l’attaccate non è neppure fra i primi dieci più pagati. Zaniolo sa bene come, man mano che si avvicina alla scadenza, il suo valore scenda e il suo ingaggio possa salire. E se una volta si sarebbe accontentato di 3,5 milioni, adesso l’asticella è salita a circa 4-5 milioni più bonus.
C’è anche la variabile Mourinho. L’allenatore portoghese vorrebbe che il caso fosse risolto prima che la squadra cominci il ritiro. Pare difficile che possa accadere, ma il mercato è l’arte del possibile.