Il nuovo editoriale del nostro collaboratore Giuseppe Falcao, sulle vicende che stanno gettando diverse ombre su Qatar 2022.
Qatar 2022 è, ancor prima di iniziare, il peggior mondiale della storia. Solo per costruire stadi e infrastrutture sono morte 6500 persone. Quelle dichiarate, s’intende. Le coppie omosessuali dovranno ben guardarsi da scambiarsi effusioni in pubblico, non potranno nemmeno tenersi per mano o festeggiare una rete con un bacio, la forma elementare dell’amore. Ma parliamo d’amore, appunto.
Il sentimento verso quella sfera rotonda che rotola su un rettangolo verde non può essere definito in altro modo se non che con amore. Un sentimento che ti impernia le viscere sin da bambino, chi per questa squadra, chi per quell’altra. Ma quando gioca l’Italia siamo tutti pronti a metterci la maglietta azzurra, accantonare tutte le tensioni e tifare per la Nazionale, anche persone a cui del pallone non frega proprio nulla. Basta guardare le mamme di ognuno di noi, a parte quelle tifose ovviamente, che quando gioca la nazionale sono le prime a interessarsi dei risultati.
Ecco, Qatar 2022 sta togliendo ai tifosi anche l’amore per il calcio: è notizia di giovedì 17 quella che il Qatar pare abbia offerto circa 8 milioni a 8 giocatori dell’Ecuador per far vincere alla formazione di casa la prima partita, addirittura sarebbe noto anche il risultato voluto dai qatarioti, 1-0 nel secondo tempo.
La notizia è stata lanciata da Amjad Taha, direttore regionale del British Middle East Centre for Studies and Research, non proprio l’ultimo arrivato insomma.
Questa è solo l’ultima di una serie infinita di avvenimenti e tragedie che stanno disgustando il mondo intero, come il fatto che lo stesso Qatar avrebbe pagato finti tifosi per creare immagini da mandare in giro per i social, creando buone recensioni per il mondiale. Ottima idea, se non fosse che i “tifosi” che compaiono nei video sono visibilmente più o meno gli stessi. Per di più si nota facilmente che molti non possano essere tifosi provenienti dall’Inghilterra o dalla Spagna, per esempio.
Basta informarsi e leggere qualche articolo per capire l’enorme frode che rappresenta questo mondiale, eppure troviamo personaggi, come Xavi, che esaltano la manifestazione. Addirittura il tecnico del Barcellona, ex allenatore dell’Al-Sadd (formazione che milita nel campionato qatariota), ha affermato che la nazionale di casa pratica un ottimo calcio e sorprenderà molti durante la manifestazione. Un altro grosso neo che trova posto sul volto di questo mondiale.
La verità è che questo è quello che ci rimane del calcio. Uno sport becero, dove i soldi la fanno da padrone. Perché non bisogna stupirsi se una nazionale come il Qatar arriva a pagare dei calciatori per lasciare la prima partita, sono gli stessi che offrirono un milione di euro a Cavani per lasciar battere i rigori al neoarrivato Neymar, al PSG. Sono gli stessi che pagarono Neymar 222 milioni di euro come uomo immagine per un evento, in modo da dargli i soldi per pagare la propria clausola rescissoria e svincolarsi.
Se siamo arrivati a pagare un giocatore come Grealish 110 milioni di sterline, o un Antony, che ha ancora tutto da dimostrare, 95 milioni, è anche colpa di chi ha investito sempre di più nel calcio moderno e lo ha portato a questo, a giocare un mondiale, spaccando una stagione a metà, facendo morire 6500 persone per costruire gli stadi, vietando un semplice bacio a coppie che pensavano di poter finalmente godere dei loro diritti nel 2022, pagando una nazionale per vincere una partita di pallone.
Anche se questo è lo stesso sport che si giocava da bambini, nelle strade, con un giubbotto al posto di palo, fino a che non era pronto in tavola, a me sembra tutto un altro sport, non il nostro.
Questo non è calcio, non è passione.
