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Mourinho: “Guardando la classifica rivedo subito le partite di giovedì e gli errori arbitrali. Voglio restare qui per tutti i 3 anni”

Mourinho: “Guardando la classifica rivedo subito le partite di giovedì e gli errori arbitrali. Voglio restare qui per tutti i 3 anni”

José Mourinho ha commentato la situazione in cui versa la Roma, lasciando, in seguito, spazio ad un’analisi sulla sua prima stagione giallorossa. Di seguito le sue parole.

Conosce bene l’atmosfera delle finali, questa che significato avrà?
Per me è sempre lo stesso, non cambia. Anche se storia e prestigio delle competizioni è diverso, questa per me è la più importante. Le altre le ho già giocate, questa va ancora giocata e voglio vincerla“.

Il suo primo anno alla Roma e il suo percorso?
Penso al percorso fatto in Europa, arriveremo a 15 partite. Abbiamo iniziato ad agosto, abbiamo viaggiato tanto, giocando partite difficili specie in trasferta. Poi l’emozione della fase a eliminazione diretta, poi ci sono state conseguenze in Serie A. Giocare in Europa e giocare poi in campionato quasi sempre contro squadre che si preparavamo in una settimana significa pagare in punti. Guardando la classifica rivedo subito le partite di giovedì e gli errori arbitrali. Questa competizione è stata dura, se hai una compensazione vincendo un trofeo e facendo la storia bene. Ma bisogna vincerla“.

Da Trebisonda a Tirana. Se torna alla prima partita ufficiale, si aspettava così questo lungo viaggio?
Come ho già detto, in quel momento il Trabzonspor era un avversario difficile e dopo dovevamo aspettarci le squadre che arrivavano dall’Europa League. La semifinale è un esempio, affrontare il Leicester è stata dura. Ma abbiamo sempre pensato che la partita successiva fosse la più importante, abbiamo giocato con serietà e ambizione. Poi ci sono state le conseguenze negative e bisogna fare di tutto per avere questa compensazione e vincere la coppa“.

Il Feyenoord si prepara con una settimana più.
Non è un piccolo vantaggio, ma un grande vantaggio. Noi dobbiamo affrontare il Torino ed è una partita importante, difficile far riposare tutti. Loro avranno una settimana in più con il ritiro in Portogallo, ma arriva una finale e bisogna dimenticare i piccoli problemi. E’ una partita unica e dobbiamo dimenticarci di questo vantaggio. Se mi rifà la domanda prima del 25, risponderò che il Feyenoord non ha alcun vantaggio“.

Josè Mourinho in conferenza stampa

Si è stupito anche lei del rapporto con i tifosi. Le piacerebbe essere il “Ferguson” della Roma?

Ferguson è stato più di 20 anni allo United e io dovrei rimanere fino a 79 anni difficile. A me piace tanto stare qui, e questo si sente. Ho accettato questo progetto che dura 3 anni, dopo che finisce vediamo cosa accadrà. Penso di rimanere qui questo tempo, non sto neanche pensando di partire prima. Dopo si vede la direzione del progetto. Il calcio è oggi al massimo domani. Ora voglio stare qui, questo mi sento di dire”.

All’orizzonte la sua ennesima finale. Cosa sente di aver già vinto e cosa sente che serve per vincere e portare avanti questo progetto? Un suo bilancio?
Difficile fare un bilancio, è molto difficile rispondere. È una domanda complicata non voglio rispondere“.

C’è entusiasmo a Tirana, aspettano lei, la Roma e un appuntamento importante per la storia dell’Albania, ma ci sono state polemiche per la scelta della sede e per lo stadio da soli 20 mila posti. In Albania si aspettano Kumbulla in campo, sarà così?

La presenza di Kumbulla è l’unico punto di connessione con l’Albania e i tifosi albanesi devono stare dalla nostra parte, non di là. Se la Roma vince la coppa, c’è un albanese che vince la coppa. Questo deve essere più che sufficiente, devono essere più vicini a noi che al Feyenoord. Senza questo la situazione è ancor più squilibrata. C’è una squadra che gioca una finale venerdì e un’altra a Tirana mercoledì, un’altra che ora va in vacanza, può prepararsi e recuperare, che non ha infortunati e che arriverà al massimo. E’ una situazione squilibrata, magari la presenza di Kumbulla può spostare l’equilibrio. Giocare in Albania per me è un piacere doppio, giochiamo una finale e visito per la prima volta un paese dove non ho mai giocato. Sarà anche una visita di piacere per trovare qualche amico importante. Il fatto che lo stadio abbia pochi spettatori per le dimensioni di Roma e Feyenoord è l’unica nota stonata. Sarebbe piccolo anche uno stadio da 50 mila o 70 mila posti. Se si fosse giocato al Santiago Bernabeu avremmo il sold out ma l’Albania meritano questa opportunità. Ricordo ad esempio che ho giocato la Supercoppa Europea Man Utd- in Macedonia del Nord, un evento fantastico per loro, poi una finale di Europa League a Stoccolma… Ci sono paesi che per la loro passione per il calcio meritano opportunità del genere, peccato per i romanisti, ovviamente. Ma sarà bello, principalmente se Kumbulla alzerà la coppa“.

Lei e Ancelotti finalisti nelle competizioni Uefa, qualcuno vi ha dato come morti troppo presto?
Penso che il problema con Carlo è che quando tu alleni l’Everton sicuramente non vinci la Champions. Il problema con me è che la gente ha guardato qualche mio lavoro come volto a vincere quando non lo era. Quando si ha una storia di trionfi regolari e quasi ciclica si fanno questi ragionamenti, non è un problema ma non mi sono mai preoccupato di questo. Non penso alla nuova e alla vecchia generazione di allenatori, la qualità non ha nulla a che vedere con l’età. Cosi come i giocatori, ci sono giocatori bravi a 20 anni e a 40 anni. Guardate il gol fatto da Quagliarella a 40 anni, mi piacerebbe che uno dei miei 20enni lo potesse fare. Posso anche dire che quel Quagliarella lì avrebbe segnato un gol al Venezia. Con gli allenatori è così, sei finito solo quando manca la passione e non sentì più un certo tipo di pressione. mi conosco e conosco Ancelotti, ma posso fare altri esempi. Se la passione e la qualità ci sono, siamo noi a decidere quando dire basta. E chi è in attesa deve aspettare ancora, perchè non avverrà presto“.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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