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Mou lo chiama “bambino”. Nicola cresce e incanta…

Non può passare inosservato il percorso di crescita di Nicola Zalawski che fino a febbraio sembrava essere un altro giocatore

(La Gazzetta dello Sport) – Sino a febbraio sembrava solo il cucciolo di casa. Il figlio piccolo che, a cui quando faceva “cose da grandi” regalare qualche spicciolo o qualche caramella. Da febbraio in poi, però, la considerazione per Nicola Zalewski è decollata.

Il ventenne pieno di talento, che sembrava dover lievitare solo sulle zolle dell’attacco, grazie a papà Mourinho – che non a caso lo chiama “il bambino” – si è trasformato, diventando un moderno difensore di fascia sinistra, in grado di curare la fase di non possesso ma, soprattutto, di spingere ogni volta che può, e con risultati devastanti.

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Risultato? Nonostante Nicola sia nato a Tivoli, alle porte di Roma, cresce il rimpianto che abbia scelto le radici, ovvero di difendere la terra di cui sono originari i suoi genitori: la Polonia. Ma se Nicola adesso può sognare anche di partecipare in autunno a quel Mondiale che agli italiani è stato precluso, in tutto il resto dell’anno è la Roma che può goderselo.

Merito dell’ennesima intuizione Special di Mourinho, che gli ha fatto scalare le gerarchie preferendolo a Vina e Maitland-Niles. Come dire, il figlio piccolo è diventato grande. E adesso può sedersi a tavola reclamando la stessa attenzione degli altri.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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