Il Mondiale d’Arabia, contestato un po’ da tutti, è alle porte. È stato uno spauracchio a lungo per molti allenatori e dirigenti, un obiettivo per tanti calciatori e una frustrazione enorme per alcuni tifosi (italiani su tutti).
Ora è qui e i romanisti ringraziano, perché mai quanto quest’anno la sosta appare benedetta. Perché da mesi manca lo spettacolo, scarseggiano le motivazioni, scompaiono le ambizioni, infuocano le polemiche, proliferano le critiche e diminuiscono i punti in classifica dalla zona Champions.
Un panorama sciagurato che getta su Mourinho e il suo gruppo un’ombra inevitabile creando sconforto nella piazza che eppure si affida a lui, nonostante alcune perplessità. È vero, la classifica non condanna nessuno, ma è la vuotezza d’animo e contenuti che spedisce nello sconforto più totale una tifoseria sempre presente al diciassettesimo sold out di fila.
Non sarebbe scorretto infatti definire l’attuale Roma la peggior squadra d’Europa per il rapporto prestazioni e presenze all’Olimpico. Se le domande si accavallano inesorabili in questo strascico di emozioni negative, Rick Karsdorp abbandona la Capitale (postando un cuore giallorosso spezzato) e Tammy Abraham si prende una strigliata tremenda dal proprio allenatore (“Se diventi un giocatore professionista in un universo di milioni di bambini che volevano esserlo, non ti serve l’appoggio di nessuno per motivarti. Sei un privilegiato, per questo devi dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Corri, amico! Vai là, duelli individuali, sbaglia, crea problemi!”).
Singoli casi che fanno un complicato collettivo, questa è la condizione della squadra oggi alle porte di una competizione mondiale poco rilevante ai fini atletici del gruppo – sono quattro i nazionali: Rui Patricio, Vina, Zalewski e Dybala – ma cruciale per consegnare nuove energie e motivazioni a Pellegrini e compagni. Il campionato è ancora quasi tutto da giocare, questa è la flebile speranza che oggi resta nel profondo dei cuori giallorossi. Ma senza una nuova veste questa Roma difficilmente andrà lontano.
