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Bergonzi: “Manca un rigore alla Roma. Di Bello troppo indeciso”

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La Roma cerca di far cassa con Veretout

L’ex arbitro ha commentato la prove dell’arbitro nella gara del Diego Armando Maradona.

Mauro Bergonzi, ex arbitro di Serie A ha analizzato a Trs gli episodi della gara di ieri tra Roma e Napoli.

Queste le sue parole:

“Di Bello ha arbitrato male. Indeciso, insicuro, con il freno a mano tirato. Non mi è piaciuto assolutamente. Non è male, è un buon arbitro, internazionale. Gli internazionali non stanno rispondendo bene alle chiamate di Rocchi ed è un problema, stanno vivendo un periodo di forma un po’ appannata. Non è un campionato in cui gli arbitri esperti hanno dato il meglio”.

Su Zaniolo-Meret:
“Per me era calcio da rigore. Tecnicamente: Zaniolo va a contrasto, è vero che Meret riesce a parare, ma poi il pallone sbatte sulla coscia di Zaniolo e il pallone era nella sua disponibilità, poi è stato abbattuto dal portiere. A mio avviso era calcio di rigore”.

Sul rendimento degli arbitri con il Var:
“Da quando c’è il Var gli arbitri non arbitrano più con personalità, perché prima sapevamo di essere soli in campo, il monitor ha fatto perdere sicurezza a questi ragazzi”.

Sulla differenza degli arbitraggi tra Serie A e coppe europee: 
“A inizio anno stavano facendo bene, il designatore aveva alzato la soglia del fallo, per limitare i “rigorini”. Il rigore è qualcosa di pancia e per fischiarlo deve essere una cosa robusta. Se vivisezioni con il Var trovi 10 rigori a partita. Quando vai al monitor ti chiedi ‘cos’è che non ho visto?’, lì davanti sembra tutto falloso, ma nella realtà del campo non è così, sono contatti di gioco. Il calcio è uno sport di contatto, bisogna cercare di far scorrere il più possibile il gioco, ieri Di Bello voleva fischiare il meno possibile per non correre rischi, che è una cosa diversa. C’era rigore per il Napoli e anche per la Roma, in campo queste cose le vedi e le fischi facilmente”.

Sull’ammonizione ricevuta da Zaniolo:
“Ogni arbitro ha il proprio carattere e in campo ti porti quello che sei. A me piaceva parlare con i calciatori e spiegare loro ciò che avevo fischiato e non, con me era difficile non andare d’accordo o avere sanzioni disciplinari. Zaniolo è molto forte, ha un carattere particolare che bisogna saper gestire, ma saperlo fare fa parte della professione dell’arbitro di Serie A. Non puoi pensare che se protesta un po’ di più allora lo ammonisci, no, devi fare l’opposto. Zaniolo è un bene della Roma e della nazionale, gli arbitri possono anche insegnarti che a volte sbagli a protestare in un certo modo, sono cose che aiutano a crescere. Calvarese può insegnarle ai giocatori, sono fondamentali”.

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