Rubrica “Pensieri poco sparsi” di Riccardo Cotumaccio.
Da spettatore poco entusiasta del teatrino elettorale che la politica offre da alcune settimane a questa parte lancio una provocazione che spero venga accolta dai lettori astensionisti di queste pagine: alle politiche del 25 settembre votate Paulo Dybala.
Certo, restare a casa dimostrando tutto il malcontento davanti ad amici e familiari potrebbe rafforzare l’immagine della vostra protesta contro una classe dirigente che non vi rispetta né rispecchia. Eppure il seggio elettorale è lì, a pochi metri da casa e magari nella scuola di vostro figlio.
Giornale sotto braccio e maglia giallorossa, matita nera e scheda nel sacco: ecco servito l’atto rivoluzionario. Il 21 romanista, apprezzato più del sindaco Gualtieri, risolve la gara contro l’Empoli a modo suo: sinistro a giro per il vantaggio e assist geniale per il raddoppio di Abraham.
Ma la prestazione è un mero dettaglio; in campo accade ben altro, a partire dall’umanità che esprime da una corsa verso Matias Viña. L’esterno difensivo, ormai fuori dalle gerarchie di Mourinho da tempo, è in dolce attesa insieme alla compagna.
L’ex stella della Juve non ci pensa un secondo a corrergli incontro, in uno sport dove una carezza possono valere più di diecimila parole. Lui argentino, l’altro uruguaiano: l’abbraccio supera confini politici e ideologici in un trionfo di ritrovata complicità.
Se può sembrarvi retorica prendetevela con chi si ostina a criticare il duo Matic-Cristante, che tanto resta lì pure se lo disprezzate visto che a decidere c’è un uomo solo al comando: José Mourinho. Su questo e tanto altro bisognerebbe mettersi l’anima in pace: la Roma di quest’anno ha più o meno gli stessi pregi e difetti di quella precedente che eppure – in mezzo a tante difficoltà, da infortuni inaspettati e goleade impreviste – ha sollevato un trofeo internazionale.
La differenza è sostanzialmente una, pesa parecchio e risponde al nome di colui che deve essere votato.
Editoriale a cura di Riccardo Cotumaccio
