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Un decreto crescita per i vivai: basta sgravi solo agli stranieri

L’effetto del decreto crescita sul calcio italiano ha avuto effetti devastanti. Ora la FIGC chiede un cambiamento per risollevare la nostra Serie A.

(La Repubblica- Matteo Pinci) – Il Decreto del 30 aprile 2019, dispone che chi è residente all’estero da almeno due anni e si trasferisce in Italia paghi il 50% in meno di tasse per i successivi 5 anni. Tutto ciò per attirare professionalità e far rientrare cervelli in fuga. La norma non era stata pensata per il calcio, ma i club di Serie A ne hanno beneficiato risparmiando, dal 2020, 50 milioni. Da un lato le squadre hanno potuto approfittare di poter ingaggiare gente del calibro di Mourinho, Lukaku, Osimhen o de Ligt. Dall’altro ha aumentato solo la percentuale di stranieri nelle rose.

Il problema però impatta più sui campionati Primavera. In questa categoria, solo nell’ultimo anno, gli stranieri sono passati dal 28 al 32%. La norma è stata accolta in malo modo dal presidente della FIGC, Gravina, che ha chiesto di abolire la legge sul decreto crescita. Da questa richiesta, la Lega Serie A ha deciso di concentrarsi su due argomenti. Il primo è quello di introdurre condizioni per tutelare i vivai fissando un età minima per far applicare la norma. Ma la vera rivoluzione sarà un’altra, ovvero quella di premiare i contratti professionistici ai giovani formati nei vivai. Questo renderebbe molto più semplice mettere sotto contratto i ragazzi italiani.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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