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Mourinho: “Vincere a Roma ha un sapore speciale”

Mourinho: “Vincere a Roma ha un sapore speciale”

Queste le parole di Mourinho in conferenza stampa dopo la sfida vinta contro il Feyenoord. Il primo allenatore ad aver vinto tutte le coppe europee

A volte non le dà fastidio che la dipingano come un grande personaggio e non come un grandissimo allenatore, che tira fuori il meglio dai giocatori in tutte le condizioni?

“Ieri un giornalista, penso, olandese, mi faceva la domanda. Però più che una domanda faceva un’affermazione, diceva che è molto difficile vincere giocando un bel calcio.

La mia risposta è stata che è molto difficile vincere. Vincere è molto difficile.

Per vincere bisogna avere tanti ingredienti.

Abbiamo  fatto 55 partite. Rui Patricio ne ha giocate 54 da 90 minuti, è una cosa assurda.

Altri giocatori ne hanno fatte più di 40, più di 45.

Siamo arrivati a questa finale in questa estrema condizione di stanchezza fisica, per quella mentale siamo riusciti a lavorare e a farla essere qualcosa molto bene nascosta.

La stanchezza fisica è più difficile, per combatterla serve la forza emozionale di un gruppo fantastico, che fa emozionare.

Ricordo quando mi hanno offerto la cena per la millesima partita, nel mio piccolo discorso ho detto che era sicuro al 100% che questa stagione sarebbe finita in modo speciale, ed è finita in modo speciale.

Il secondo tempo

Nel secondo tempo abbiamo avuto difficoltà, ma non solo dal punto di vista fisico, sarebbe non dare valore al nostro avversario, che ha giocato bene, che ha creato problemi, che ha cambiato modo e modulo nel secondo tempo e ci ha obbligato a prendere decisioni come quella di cambiare col 5-3-1-1 con Veretout, Sergio e Cristante per tamponare il loro gioco offensivo.

Voglio fare i complimenti a loro, hanno fatto come noi 15 partite, sono partiti dalla prima gara di Conference League, hanno fatto una semifinale incredibile e come noi hanno dato un prestigio nuovo a una competizione nuova, che oggi diventa una competizione importante.

Con tutto il rispetto per Eintracht, Rangers, chi ha giocato le fasi finali in Europa League, le semifinali di Conference non erano paragonabili.

Abbiamo fatto la storia, questa squadra non era fatta per raggiungere la Champions, non avevamo una rosa sufficientemente forte ed esperta, con opzioni sufficienti per lottare per la Champions.

Abbiamo fatto il nostro lavoro andando in Europa League. Questa competizione era per fare la storia e la storia non è giocare la finale.

Ho condiviso coi ragazzi le mie finali perse e ogni volta che ho perso una finale ho avuto la sensazione di essere fuori posto, avrei preferito essere eliminato in semifinale. Abbiamo vinto, i ragazzi hanno dato tutto.

Un peccato che vadano in nazionale, se hanno la stessa energia mia dovevano andare in spiaggia. Ci vediamo la prossima stagione. Ragazzi fantastici”.

La gioia dello special one

Cosa ha pensato al fischio finale? È la più bella vittoria dal punto di vista emotivo?

“Ho vinto coppe europee con 4 club diversi. Vincere col Manchester United, anche se non aveva la qualità di altri anni, è una cosa quasi naturale.

Vincere la Champions col Porto non è normale e fa la gioia di un popolo.

Vincere la Champions con l’Inter, un club enorme, ma stava 50 anni senza vincere, fa la gioia di un popolo. Vincere con la Roma fa la gioia di un popolo. Questo ha un significato speciale…”

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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