Il distacco dal quarto posto occupato dalla Juventus è di 5 punti. La Roma di Mourinho vuole realizzare la rimonta
(La Gazzetta dello Sport-Massimo Cecchini)-Ai tempi di Luis Enrique, a Trigoria, andavano di moda le frasi di Paulo Coelho. Qualcosa deve essere rimasto, alla Roma plasmata da Mourinho potrebbe adattarsi: “Credo che solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire”. Potrebbe essere il mantra per la rincorsa Champions League dei giallorossi. Potremmo dire la Roma ha trovato la formula delle “5C”.
La prima C sta per carattere. Una squadra capace di segnare 7 reti dopo il novantesimo è una di quelle che non muore mai. Sono ben 7 i punti arrivati sui titoli di coda. Avendoli a disposizione può aprire le porte del paradiso oltre che as assicurarsi 50 milioni per l’accesso alla massima competizione europea per club. Carattere poi significa tanta grinta.
Poi c’è condizione. Nonostante il doppio impegno settimanale la squadra viaggia con il vento in poppa. Contro il Napoli sembrava che fossero i partenopei ad aver giocato di giovedì in Conference.
Terza c sta per cambiamenti. L’impegno quotidiano sulla tattica si sta vedendo. La difesa a 3, in questi ultimi mesi, è diventato un marchio di fabbrica. A volte viene declinato in maniera diversa: con due punte e un trequartista, oppure con due punte e un trequartista. All’occorrenza si è visto il 4-2-3-1 cosi come il 4-3-3.
La quarta c significa cambi. La bistratta panchina della Roma sta diventando una miniera di soluzioni.
L’ultima è quella della comunicazione. Il resto è tutta farina del sacco di Mourinho. La sua comunicazione muscolare ha indirizzato la stagione e domenica non ha fatto eccezioni. Le lamentele arbitrali hanno compattato il mondo giallorosso come non accadeva da anni.
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