Dopo Porto, Inter e Manchester United José Mourinho punta a vincere un titolo europeo con una quarta squadra
(La Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini) – Adesso non si allenano più le gambe, ma la testa. C’è il tempo di far trascorrere nel migliore dei modi, c’è da togliere la pressione dai ragazzi, c’è da “allenare” una città innamorata e che può far deragliare anche per troppa passione.
José Mourinho tutto questo lo conosce perché lo ha già visto, perché tutte queste sensazioni le ha guidate in altri contesti e in altre situazioni. Proprio per questo, quando dice che “vincere in Europa con quattro squadre diverse sarebbe un’impresa”.
Contro il Feyenoord avrà dei titolari in missione. Fra questi c’è senz’altro Tammy Abraham. In estate è stato il giocatore fortemente voluto dallo Special One per far dimenticare Dzeko, la famiglia Friedkin lo ha accontentato spendendo 40 milioni e il centravanti inglese ha dimostrato di valere l’investimento, realizzando finora 27 gol complessivi. Mou lo stimola all’ultimo sforzo, Tammy risponde cosi: “Che sia la finale di Champions League, del Mondiale o della Conference League. Una finale è una finale. E la voglio vincere. I miei compagni la vogliono vincere, tutta Roma la vuole vincere. Per noi è importante, vogliamo prepararci al meglio mentalmente e fisicamente. E’ stata una stagione lunga e difficile. Dobbiamo farci trovare pronti. E’ stata una stagione fantastica. Quando sono arrivato qui il mio obiettivo era aiutare il più possibile la squadra. Volevo vincere qualche trofeo. Siamo sulla strada giusta. Siamo in finale, e già per questo abbiamo fatto la storia. Ora vogliamo finire il lavoro. Per chiudere questo cerchio perfetto”
Tocca a Mourinho schierare la formazione migliore che possa indirizzare subito la partita nella direzione giusta. Dieci undicesimi della squadra titolare dovrebbe essere pronta. Davanti a Rui Patricio toccherà a Mancini, Smalling e Ibanez, in mediana giocheranno Cristante e Oliveira, mentre sulla fasce Karsdrop e Zalewski, pronti ad innescare Pellegrini e Abraham. Il dubbio sembra essere solo uno, ma di quelli pesanti: dare fiducia a Zaniolo oppure aspettare l’ultimo momento per vedere se Mkhitaryan riuscirà a recuperare dall’infortunio muscolare.
