Giornata chiave per il tema legato all’indice di liquidità. Discusso ieri il ricorso, in caso di sentenza favorevole club costretti a ricapitalizzare.
(Corriere dello Sport – Giorgio Marota) – L’indice di liquidità, il contestato rapporto tra attività e passività correnti, diventerà un parametro ammissivo per l’iscrizione al campionato? Lo comunicherà oggi il Tar del Lazio, dopo il ricorso d’urgenza presentato dalla Figc contro la decisone del Collegio di Garanzia, che aveva accettato parzialmente il reclamo della Lega congelando di conseguenza le licenze nazionali.
Il ricorso è stato discusso ieri, ma i giudici si sono riservai di pubblicare solamente oggi la decisione cautelare di sentenza favorevole alla Figc, chi non è in regola con i conti dovrà sistemarli entro la mezzanotte. La scadenza delle iscrizioni è infatti al 22 giugno e 17 società di Serie C e 8 di Serie B non intendono ripianare prima di conosce la fine di questa vicenda. Tra quelle con maggiore esposizione ci sarebbero Cagliari, Venezia e Genoa.
Il consiglio della Figc aveva fissato a fine aprile l’indice di liquidità a quota 0,5 slegandolo dal mercato e rendendolo un criterio ammissivo ai campionati, senza correttivi ulteriori. Semplificando: se un club di Serie A si aspetta di incassare 100 entro una certa data, può prevedere una spesa di 200. Per la Lega Serie B e per la Lega Pro questo rapporto è a 0,7 in Germania a 1.
La Serie A voleva l’indice a 0,4 anziché a 0,5: la Figc di Gravina ha detto “no” e il presidente di Lega Casini l’ha portata in tribunale, spuntandola al primo round. La Lazio era fuori parametro per un paio di milioni, anche se due sere fa una nota della Serie A ha precisato come i biancocelesti abbiano “provveduto agli adempimenti finanziari funzionali al rispetto di tutti i parametri necessari all’iscrizione, incluso quindi l’indice di liquidità al 31 marzo scorso già dichiarato illegittimo dal Collegio di garanzia”.
Il bonifico di Lotito non è mai arrivato, fa sapere invece la Figc. “L’obiezione accolta dalla giustizia sportiva ha sempre riguardato il modo e la tempistica con cui si sono voluti introdurre questi criteri”. Il Collegio non ha messo discussione la filosofia del nuovo indice , annullando i provvedimenti nella parte in cui si prevedeva che la verifica del possesso del requisito sia fissato “in un termine che precede la chiusura dell’esercizio”.
