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I colpi a sorpresa del presidente silenzioso: Friedkin sa come fare grande la Roma

I colpi a sorpresa del presidente silenzioso: Friedkin sa come fare grande la Roma

La Roma è cambiata dall’arrivo dei Friedkin. Il presidente Dan, con il suo stile oggi atipico, continua a stupire.

(La Gazzetta dello Sport – Alessandro Vocalelli) – Con il suo stile americano atipico, un silenzio rumoroso, il presidente della Roma sta continuando a stravolgere le abitudini e gli schemi del nostro calcio.

Dan Friedkin è l’esatto opposto di Pallotta. Puntualmente in tribuna, anche in trasferta, stretto in un rapporto familiare e con il suo modo intimo di sostenere i giocatori, si concede al massimo una pacca sulla spalla o un abbraccio a suo figlio dopo un gol. Per scivolare poi fuori dallo stadio, lasciando a Mourinho, alla squadra e Tiago Pinto l’onore di brindare e di spiegare.

Una volta sola si è lasciato trascinare in mezzo al campo. A Tirana, di fronte a quella Coppa che continuava a correre di mano in mano, fino ad essere “costretto” a issarla come una bandiera.

Da quando ha deciso di acquistare il club, Friedkin non ha scelto mai di risparmiare. Non si è lasciato intimorire dai numeri, che i suoi commercialisti devono avergli illustrato. Non si è defilato nemmeno con la pandemia e il 17 agosto ha chiuso con Pallotta,

Sempre nel silenzio il presidente della Roma ha piazzato i suoi tre colpi. L’ingaggio di Mourinho, che a mandato in pezzi usanze e convenzioni: con un tecnico, una leggenda, interprete della voglia della proprietà. Passando poi al progetto stadio, rinunciando a costruirci intorno un quartiere o una città.

Poi è andato a prendersi Dybala, una stella in campo e un marchio internazionale fuori, come il suo allenatore. Due personaggi, José e Paulo, che sono il suo modo straordinario per accompagnare il nome della Roma in giro per il mondo.

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Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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