Dybala si è presentato alla stampa: “Se segno alla Juve non esulto. La 10? Ora voglio la 21, per me è importante. In futuro non so”
(La Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini) – C’è una parola e un verbo che Dybala declina e coniuga spesso nel corso della sua presentazione: vittoria e vincere. L’argentino è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi senza tagliare i ponti col proprio passato. Né la Juventus né l’interista Marotta vengono mai rinnegati, e questo lascia intravedere nella Joya un livello di maturità non comune.
Su Mourinho: “La chiamata dell’allenatore è stata un piacere enorme. La prima cosa che gli ho chiesto è stata: cosa puntiamo a vincere. A me piace vincere e anche a lui. Quando abbiamo iniziato a parlare Mourinho e la Società mi hanno dato dei punti di riferimento. Cercherò di portare la mia esperienza per continuare a vincere”
“Ho avuto la fortuna e il piacere – aggiunge – di conoscere il presidente e suo figlio, ho parlato con Pinto e conoscevo alcuni ragazzi. La chiamata di tutti è stata una dimostrazione di affetto e del desiderio di volermi qui. E’ stata molto importante per me. Ci sono grandi obiettivi, a tutti piace vincere e deve essere il nostro traguardo. Certo, credo sia presto per parlare di scudetto. Ci sono squadre più avanti di noi, ma dobbiamo lavorare con serenità”.
Titoli di cosa su Totti e Zaniolo: “Con Francesco abbiamo parlato un po’, ma non c’erano ancora certezze di arrivare qui: mi ha parlato molto bene di Roma”. Su Nicolò invece è criptico: “Tutti conosciamo quello che può dare. Ho avuto modo di parlare con lui, ma la scelta è sua. Tutti vogliamo avere i giocatori più forti, ma non posso intromettermi nel suo futuro. Ci deve pensare lui”
