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Ai piedi di Paulo

Ai piedi di Paulo

Con la maglia della Roma in questa stagione è sempre partito dall’inizio e ora viaggia ad una media di 81 minuti a gara.

(Il Messaggero – Stefano Carina) – (Ri)Scoprirne il genio per il gol all’Empoli fa sorridere. Paulo Dybala è sempre stato questo. Gioia per gli occhi, Joya per compagni e tecnici. Serviva soltanto rimetterlo in sesto, togliergli dalla testa la paura di farsi male e regalargli la voglia di tornare a sentirsi importante.

Che sia riuscito nell’impresa un tipo come Mourinho non deve stupire. José è sempre stato un maestro in questo. Basta leggere quello che dicono di lui i vari Eto’o, Sneijder, Milito, Lampard, Stankovic, Zanetti, Benzema, Deco o Terry.

Il feeling tra i due è scattato subito, dal primo abbraccio ad Albufeira. Paulo arrivava da una giornata interminabile: volo aereo da Torino in Portogallo e poi visite mediche che non volevano sapere di finire. Dopo 5 ore, altri 45 minuti per spostarsi da Faro all’hotel giallorosso a due passi dall’oceano Atlantico. Sceso dal Van, il primo ad andargli incontro è stato José. Un benvenuto caloroso, quasi incredulo, tra due Special che hanno impiegato poco a piacersi. Il feeling è stato automatico: parlano la stessa lingua, quella dei fenomeni.

Mou lo è sempre stato, Dybala ha impiegato poco per tornare ad esserlo. Gli serviva soltanto stare bene, non un dettaglio secondario. In tal senso c’è un dato, in questo avvio di stagione, che è a dir poco sorprendente. Il riferimento non è alle tre reti (più i due assist) in 6 partite di campionato.
Meglio fece infatti nel 2017 quando in bianconero siglò 10 gol nei primi sei turni con tanto di triplette a Genoa e Sassuolo. A Roma invece gli è bastato un mese e mezzo per eguagliare un altro record, quello delle presenze. Era da 7 anni, terza stagione al Palermo (2014-15), che Paulo non giocava 7 gare di fila dall’inizio. All’epoca furono di campionato, stavolta di mezzo c’è l’Europa League ma la sostanza non cambia.
Una continuità d’impiego che ancora non va di pari passo con quella nelle giocate, anche se è evidente che gli basta un nulla per cambiare l’inerzia della partita. Paulo è nell’élite dei calciatori che possono da soli risolvere una partita. Empoli è soltanto l’ennesima conferma.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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