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La Roma e la pausa Mondiale: un’occasione per fare chiarezza

La Roma e la pausa Mondiale: un’occasione per fare chiarezza

La pausa Mondiale può avere inizio: è tempo di bilanci e di riflessioni nei club della Serie A. Anche e soprattutto in casa Roma.

La pausa per il Mondiale in Qatar è un’occasione d’oro per i club della Serie A, che così possono rivedere rose, motivazioni e strategie di gioco. Lo sa bene anche José Mourinho, al timone di una Roma che ultimamente ha deluso, e non poco, i propri tifosi. Anche quelli più affezionati, anche quelli che ieri hanno fischiato Abraham all’uscita dal campo.

Tra sparute vittorie, pareggi dell’ultimo minuto e sconfitte rocambolesche, il club giallorosso deve fare i conti con un atteggiamento sbagliato e un’evidente mancanza di gioco che vengono controbilanciati parzialmente solo dall’ingresso in campo di Paulo Dybala.

Sì, perché ad oggi l’attaccante argentino ha tutto ciò che al resto della squadra manca: l’audacia, la tecnica, la fantasia. La Roma di oggi si mostra così: come una squadra noiosa, perlopiù priva di fantasia e di iniziativa.

Roma, statistiche mediocri e un record negativo

Una squadra che lavora sui numeri ma non fa faville: settima per possesso palla (finora, per un totale di 28′ e 1′), penultima per parate effettuate (30), decima a pari merito con la Fiorentina per numero di gol segnati (18) , dodicesima a pari merito con il Torino per assist (11).

Infine, un primo posto in negativo che brucia tanto, soprattutto dopo la partita contro i granata: il record di pali colpiti. Dodici, più di Sampdoria e Atalanta messe assieme. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello del “Gallo” Belotti, che da tempo non canta più. Ieri, il suo mutismo si è trasformato in un rigore sbagliato contro il suo ex club, il Torino.

Tanti errori, poca visione

A proposito di errori, in queste partite ce ne sono stati di clamorosi. Uno su tutti: quello di Roger Ibanez, che ha portato all’unico gol segnato durante il derby Roma-Lazio, quello di Felipe Anderson. I tifosi giallorossi sono insorti, i tifosi biancocelesti si sono accaniti: sul difensore brasiliano sono piovuti insulti e minacce.

Quell’errore gli è costato caro, sebbene sia l’unico giallorosso tra i primi 15 giocatori della Serie A per numero di passaggi riusciti (è quinto in classifica, con 756 passaggi effettuati con successo). Tutta la rabbia accumulata, come di consueto, durante il derby di Roma è esplosa, colpendo il caprio espiatorio perfetto: Ibanez, la personificazione di una Roma che non splende. E che non è stato nemmeno convocato per il Mondiale.

Una squadra scoordinata

Evidentemente, la situazione della Roma non è colpa di Ibanez. Il suo errore ha radici più profonde, come la mancanza di coordinazione della squadra. In questo periodo il clima non è stato dei più positivi: giocatori top in panchina (Dybala fino a ieri, Wijnaldum), e altri in campo che, a detta del loro allenatore, hanno remato contro l’interesse della squadra.

I panni sporchi si lavano in famiglia, ma in conferenza stampa Mourinho ha fatto riferimento a giocatori che ultimamente non si sono comportati bene, sebbene non ne abbia mai fatto pubblicamente i nomi.

Roma, i giocatori in e out

Uno di quei nomi, è facile da intuire, è quello di Rick Karsdorp: l’olandese non è stato convocato per Roma-Torino e pare che sia partito con la famiglia alla volta del capoluogo piemontese per incontrare i vertici della Juventus.

Sono probabili anche altre defezioni nel breve periodo, come quella di un “vecchio” attaccante giallorosso: Eldor Shomurodov. Non è impossibile neppure la partenza di Tammy Abraham, in caso la Roma dovesse ricevere un’offerta congrua.

Rinnovare la rosa sarà indispensabile per restituire energie e motivazioni alla squadra, anche solo per i sei restanti mesi del campionato. Se fino a ieri Mourinho ha cercato di far “sopravvivere” i suoi ragazzi, presto dovrà strutturarla in modo solido e credibile.

In realtà ci sta lavorando da tempo, coltivando nuovi giocatori con potenzialità nel vivaio più comodo che c’è: la Roma Primavera. Da lì, poi, promuovendoli in Prima Squadra quando dimostrano di essere pronti. È accaduto con Zalewski, con Bove e, più recentemente, con Volpato.

Il calciomercato di gennaio

Poi c’è il calciomercato, imprescindibile per la Roma come per tutti gli altri club. Calciomercato che a gennaio promette faville. Dopo l’affare già concluso con il Bodo/Glimt per Solbakken, la Roma ci riprova con Frattesi: con il Sassuolo, quest’estate, non c’era stata la fumata bianca.

Sempre vivo l’interesse per il centrocampista Aouar del Lione, il cui contratto è in scadenza a giugno ma che potrebbe arrivare con qualche mese di anticipo. Un altro centrocampista che fa gola è Lukic del Torino, per il quale la Roma dovrà però duellare contro la Lazio.

Mourinho vorrebbe portare in giallorosso anche Guimenez dell’Atletico Madrid, Bellerin del Barcellona e Zaha del Crystal Palace. Almeno stando a quello che ha riportato fichajes.net. Insomma, in questa pausa Mondiali Mourinho ha davanti a sé un compito arduo: quello di ricalibrare la Roma, sperando di riuscire a riconquistare qualche posizione in classifica. Impresa che ad oggi appare sempre più ardua.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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