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Venditti: “La vecchia proprietà non era degna del mio inno, lo volevano togliere. Zaniolo? Ama la Roma”

Venditti: “La vecchia proprietà non era degna del mio inno, lo volevano togliere. Zaniolo? Ama la Roma”

Ha fatto il giro dei social la scena di Nicolò Zaniolo mentre cantava “Grazie Roma” durante il concerto di Venditti e De Gregori. Il cantautore romano è stato intervistato alla radio.

Il calciomercato è ufficialmente terminato. La Roma è riuscita a trattenere anche Nicolò Zaniolo, giocatore rimasto al centro dell’attenzione mediatica per tutta l’estate. È recentemente diventato virale il video che ritraeva il classe 1999 cantare “Grazie Roma”, canzone iconica dei giallorossi, al concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Il cantante famoso per aver composto anche l’inno del club capitolino, è stato intervistato alla trasmissione radiofonica di Centro Suono Sport, “Te la do io Tokyo”. Ecco le parole di Venditti:

Cosa rappresenta l’inno della Roma per i tifosi
“Il concerto è meraviglioso, è infinito. Ci sono persone che lo hanno visto 4-5 volte e noi ogni volta lo facciamo con questa voglia e con questa naturalezza. La nostra Roma è collegata, ha un’identità, siamo noi. Io faccio più di 60 anni di Roma. Ho vissuto tutte le stagioni, questo affetto e questa unità non ci sono mai state. Neanche nelle Roma vincenti. Il tifo stavolta è compatto. Tutti ci vogliamo bene, tutti ci capiamo, tutti vogliamo la stessa cosa: che la squadra vinca. Perché ce lo meritiamo. Forse non vinceremo ma adesso abbiamo fiducia in chi ci conduce. Voi lo avete narrato come si poteva fare il mercato negli altri anni e non si è fatto. Tutti gli sprechi, tutte le parole che non sono servite. Oggi mi date la possibilità di dire questo alla gente che non ha capito quando ho parlato dell’inno. Ho detto che quella squadra, quella società non era degna del nostro inno. Oltretutto lo voleva anche togliere. Questa cosa qui, ad una persona che ha scritto ‘Roma, Roma’ e che indegnamente cerca di rappresentare con le parole i nostri sentimenti, che vuol dire? Che questa città oggi è ‘Roma, Roma’, è ‘Grazie Roma’ e se lo merita”.

Su Zaniolo
“Io zitto zitto lo curo Nicolò, da sempre. Lui è un ragazzo di una generosità mentale e fisica. Speravo che rimanesse alla Roma perché lui ama questa città. C’è gente che mi chiama Vendischi e che dice che mi sono dimesso. Ma da dove devo dimettermi? Io sono Roma, come faccio a dimettermi? Mica è un mestiere. Per tanti la Roma è diventato un mestiere. Io non ho mai preso una lira, il Circo Massimo l’ho fatto io e tutta la m** me la sono presa io. E ancora prendo quella del 2001. La gente con me non ha pagato mai un biglietto”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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