La Serie A è finita ieri con la 38esima giornata. Ma la bufera contro il VAR e l’arbitraggio non finisce, parla Gianluca Rocchi.
Il Milan ieri è tornato campione d’Italia per la diciannovesima volta. Nonostante sia un trionfo meritato, questo resterà l’anno con più critiche in assoluto al mondo degli arbitri e della tecnologia in campo. In 380 partite di campionato sono stati sospesi molteplici direttori di gara e ogni match ha fatto registrare almeno un errore grave, sia del VAR che dell’arbitro. Inoltre si è messo in discussione anche il metodo della valutazione del fuorigioco, dopo che in Spezia-Lazio si è convalidato un gol in offside. Senza dimenticare inoltre il gol di mano di Udogie contro il Milan e il rigore fantasma fischiato in Fiorentina-Roma. Insomma, l’AIA non ha avuto un lavoro facile quest’anno. È per questo che oggi durante la “Hall of fame del calcio italiano” è intervenuto a riguardo l’ex arbitro Gianluca Rocchi. Queste sono state le sue parole:
“Il Var non è una moviola in campo. La parola transizione rende l’idea di quello che l’arbitraggio sta subendo: veniamo da una generazione dove l’arbitro era una figura indiscussa ed indiscutibile per certi aspetti. Oggi invece il Var mette in discussione ‘live’ l’arbitro, quindi è un percorso psicologico molto difficile. Ma la tecnologia credo che stia portando una valanga di giustizia in un mondo così difficile e così competitivo”.
