L’editoriale di Maurizio Costanzo sul Corriere che parla di Mourinho e della magia dei tifosi della Roma
(Corriere dello Sport – Maurizio Costanzo) – Con gli ultimi successi della squadra, mi aspetto di incontrare Mourinho in un bar di Trastevere che canta insieme ad altri: “Quanto sei bella Roma quanno è sera“. Oppure. “È meglio er vino de li Castelli…”, tratto da: “La società dei magnaccioni”. Solo per dire che il successo integra.
“L’Olimpico è uno show”. Così hanno scritto. A dire il vero l’Olimpico è sempre stato uno show, per un motivo semplice: perché, nel bene e nel male, su quel palco succede sempre qualcosa. Ci può essere uno spettacolo teatrale che piace o non ci piace e va bene così. Ma se una partita non ci piace le reazioni dentro di noi sono diverse, più calde.
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E’ tanto che studio la tifoseria. Ad esempio: dopo un successo derivato da un gol recente di Abraham, la tifoseria si è esaltata come talvolta l’ho vista immalinconirsi. E’ curioso: a me sembra che la tifoseria sia unica e non fatta di tante persone. Ho studiato anche i tifosi che lavorano, che si parlano a mezza bocca mentre c’è in corsa la partita. Loro sono costretti a continuare a lavorare ma intanto s’interrogano: “A quanto stanno?”, “Chi ha segnato?”, “Ma chi è l’arbitro”.
Dopo un periodo più malinconico, ho risentito tifosi che si davano appuntamento all’Olimpico perché lì ci sarebbe stata la festa. Hanno ragione i tifosi. Ogni tanto la festa ha luogo.

