ULTIM'ORA

Le lacrime di Mou. José si commuove: “Questa è storia e rimango qui per continuare”

Mourinho si prende la Roma e scrive un’altra pagina memorabile della sua carriera. Il suo futuro è ancora nella Capitale

(La Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese) – Chissà se se l’era sognata proprio cosi. E chissà se il 4 maggio, il giorno del suo annuncio, aveva già messo in preventivo di vincere subito. Ma alla fine neanche importa più di tanto, conta soprattutto quell’emozione visibilmente dipinta sul volto di José Mourinho a fine gara. Aver riportato un trofeo a Roma dopo ben 14 anni lo fa entrate di diritto nell’olimpo degli immortali giallorossi, quelli che hanno dipinto colori intensi la storia giallorossa.

Prima, però, aveva ricordato a tutti quella manita ad indicare il suo quinto trionfo europeo, andandosi ad abbracciare tutti i giocatori, uno a uno: Veretout, Rui Patricio, Ibanez, Abraham, Pellegrini e tutti gli altri, un modo intenso per ingraziali dal profondo del cuore.

Ma le lacrime di fine gara sono state una delle cose più belle della finale di Mou. Perché sincere, sentite, sintomo di un bisogno e di un sentimento che José covava dentro da tempo. “Ci sono tante cose che mi passano in testa in questo momento. I tifosi? Sono qui da undici mesi, ma ho capito subito che tipo di passione sono capaci di offrire, questa gente è incredibile.. Ai ragazzi, invece, prima della partita ho detto che a Torino avremmo fatto quello che dovevamo fare, il nostro lavoro di una stagione. Stavolta invece non era lavoro, ma storia: da scrivere o meno l’abbiamo scritta”.

POTREBBE INTERESSARTI >>> ROMA, TIAGO PINTO CONFERMA MOURINHO

Già, con una vittoria che inevitabilmente resterà negli annali per sempre. “Nella storia della Roma e anche mia – continua Mou –. Ho saputo da poco che solo io, Ferguson e Trapattoni abbiamo vinto dei trofei in tre decadi diverse. Questo mi fa sentire vecchi, ma è una cosa bella per la mia carriera. Ora però vado in vacanza, al mare, davanti casa mia”.

Prima, però, c’è un titolo da festeggiare, anche a Roma, in questi giorni in cui la Capitale impazzirà di gioia: “Avevamo la sensazione di poter vincere la coppa, anche se poi strada facendo quella sensazione è diventata più difficile con Marsiglia e Feyenoord. Ma sulla coppa puntavamo”. Esattamente come qualcuno punta si di lui altrove. “Ma io resto qui, non c’è dubbio. Mi sento romanista al 100%, come in passato sono stato interista o portista. Sono tutti quelli che con me creano una famiglia, cercano un obiettivo, stanno insieme nei momenti difficili e di gioia. Ora bisogna capire cosa vogliono fare i nostri proprietari, che sono onestissimi, per la prossima stagione. Possiamo dare seguito a questo progetto, definire la direzione”.

E ora i suoi successi internazionali salgono a 5. Cosa che Mou ha subito fatto notare con orgoglio, a fine partita. “La cosa bella nella mia carriera è che, al di là del trofeo europeo con il Manchester United, vincere con Porto, Inter o Roma è speciale. Un contro è vincere quanto tutti se lo aspettano e un altro è vincere quando le cose rimangono immortali e per sempre”.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

7627 articoli