L’ex bomber giallorosso campione d’Italia del 1982/83 Roberto Pruzzo ha rilasciato un’intervista in esclusiva al sito http://www.romanews24.net durante il suo soggiorno in Alta Badia.
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FACE TO FACE CON ROBERTO PRUZZO
Signor Pruzzo ci dica come è la sua esperienza in Trentino?
“Mi sono trovato benissimo, è un ambiente che conosco, che ho frequentato in diverse occasioni. Da calciatore ho fatto dei ritiri in queste zone e sono stato sempre bene.”
Cosa ne pensa di quest’esperienza e di questa organizzazione sul campo?
“Bisogna sentire cosa ne pensano i ragazzi. Penso che si siano trovati bene. Sono stati 5 giorni intensi, dove anche il clima è stato clemente non ha fatto troppo caldo e non ha mai piovuto, tutto ok.“
Consiglia questa regione dal punto di vista turistico?
“Sicuramente. Basta alzare la testa e davanti agli occhi puoi ammirare uno spettacolo meraviglioso. Questa regione, ti da la possibilità di fare diversi sport.
Con la Roma tanti anni fa sono venuto in ritiro quasi da queste parti e ha portato bene. Adesso, siccome le squadre sono sempre in giro per il mondo durante la preparazione a fare tornei ed amichevoli, è venuta meno l’idea di fare la preparazione in luoghi di montagna. Spero però che questa tradizione che c’era un tempo possa tornare.”
La montagna quindi potrebbe fare bene a livello sportivo?
“Si, perchè si può garantire quella tranquillità che in altri luoghi manca. I tempi di recupero dopo il lavoro sono più brevi, penso che le squadre di calcio torneranno a frequentare l’alta o media montagna.
E’ uscita una dichiarazione di un calciatore che sostiene che il ritiro in montagna non serve. Quale è la sua opinione?
“Io non capisco come questo giocatore possa pensare questa cosa. La montagna è ottima per ossigenarsi. Il problema è che i club anche quando si preparano sono molto legati al business e non capiscono i vantaggi della montagna.”
C’è un calciatore contemporaneo in cui si rivede?
” Io non mi rivedo in nessuno, ora i giocatori sono diversi da come eravamo noi in passato. Comunque bisognerebbe chiederlo alle persone. Io non ho mai fatto questo tipo di paragoni. Io facevo tanti gol, quindi se c’è un giocatore che realizza tante reti allora mi potrebbe somigliare.”
Qual è la differenza tra i giocatori degli anni ottanta e quelli di oggi?
“Quelli di adesso rispetto a noi percepiscono degli ingaggi spropositati. A parte il denaro non ci sono tante differenze: il campo è lo stesso, l’allenatore è quello che ti insegna delle cose.
Prima se firmavi con una società eri vincolato fino alla scadenza del contratto, oggi i calciatori hanno troppo potere per fare molto spesso quello che vogliono.”
Esisterà ancora una bandiera nella Roma?
“Non lo so perché ormai le bandiere sono sparite.”
Le squadre investono molto sui vivai?
“Non penso che investano tanto sui vivai perché comprano troppi giocatori stranieri e puntano poco su quelli italiani.”
L’alta Badia potrebbe essere un ipotesi futuribile per il ritiro per l’AS Roma?
“Non lo so. Posso dire che tanti anni fa quando giocavo nella Roma sono stato in ritiro nelle vicinanze di questi posti. Sarebbe per loro un’esperienza molto bella.”
Il calcio oggi è piu’ fisico e meno tecnico?
“Ai tempi miei era più importante l’aspetto tecnico che quello fisico. C’erano tanti ragazzi che pesavano 70 kg ma molto bravi a livello tecnico. Oggi sono tutti super strutturati fisicamente.
Adesso invece di avere 15 giocatori come c’erano negli anni ottanta, devi averne 30 perché si devono fare tantissime partite ed hai poco tempo per recuperare al meglio la forma fisica.
La qualità dei giocatori italiani è peggiorata tanto, anche perché spesso le società non danno molto spazio ai giovani per farsi notare, oggi si comprano troppi stranieri. Questa motivazione però potrebbe anche essere poco corretta, perché se sei bravo giochi, anche se oggi è più complicato.”
Cosa pensa di Roberto Mancini che aveva ipotizzato di rassegnare le dimissioni dopo la mancata qualificazione al Mondiale?
“Niente perché il tecnico non si è dimesso. Non è il colpevole di questa mancata qualificazione. Il problema è stato che, purtroppo, abbiamo sbagliato due rigori.”


