La Roma originale di Mourinho prevedeva la difesa a 4. Lo Special One passò per necessità alla difesa a 3.
La prima Roma di Josè Mourinho era stata concepita con la difesa a 4. La poca stabilità mostrata però ad inizio campionato, culminata con la disfatta di Bodo in Norvegia, guidò lo special one verso l’utilizzo di una difesa a 3, che diventava a 5 con i quinti. Con questa soluzione tattica Mou riuscì a trovare anche una continuità offensiva grazie allo stato di forma di Abraham, Pellegrini e ad un reinventato Mkhitaryan. L’armeno utilizzato come centrocampista, faceva da raccordo tra attacco e centrocampo, garantendo qualità e quantità.
Quest’anno però, soprattutto nell’ultimo mese, questa soluzione non sta pagando in termini offensivi, per l’assenza di Wijnaldum che avrebbe dovuto fare quello che faceva l’armeno, e per un Tammy Abraham mai entrato realmente in condizione. La Roma fatica a trovare la via del gol e nell’ultimo mese fatica a creare occasioni. Sarà curioso vedere come, una volta rientrati dalla sosta e con tutti gli effettivi a disposizione, Mou cercherà di ovviare a questo problema.
Un’idea potrebbe essere un passaggio al 4-3-3 con Pellegrini e Wijnaldum da mezz’ali, Matic ad alternarsi con Cristante davanti la difesa, ed il tridente da sogno, ma mai utilizzato, in attacco.L’ipotetico ritorno ad una difesa a 4 non sarebbe così folle, considerando che lo Special One l’ha sempre utilizzata nel corso della sua carriera, e che voleva riproporla anche nella Capitale. Qualche tempo fa dichiarò che per lavorare sulla difesa a 4 ci sarebbe voluto del tempo, tempo che adesso grazie alla sosta potrebbe esserci. Potrebbe anche decidere di schierare ancora lo stesso modulo ma con Dybala e Wijnaldum in campo per garantire maggior qualità e potenzialità offensiva. Insomma le soluzioni ed i calciatori per trovare soluzioni ci sono, bisogna solamente sperare nel recupero di uomini e nella buona sorte.



