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Damiano Tommasi, da centrocampista giallorosso a candidato sindaco

Oggi Damiano Tommasi corre come candidato sindaco di Verona. Nell’intervista a TPI ripercorre anche gli anni alla Roma.

(TPI – L. Telese)

Se vince festeggerà come ha fatto per lo scudetto della Roma del 2001?

“E’ già tutto programmato. Me ne vado sullo Stelvio, alla cima Coppi: ovviamente in bicicletta”.

Ha visto che Capello durante la campagna per il primo turno ha detto che lei fu il giocatore più importante della sua Roma, nell’anno dello scudetto?
“Ovviamente sì, l’ho letto e mi ha fatto un piacere enorme: non me l’aspettavo. Non me l’aveva mai detto, così: il mister mi ha fatto un gran regalo”.

Ha letto che Carlo Verdone si è spinto oltre, e ha detto che lei è stato addirittura “più importante di Totti”?
“Potrei fare lo sborone e prendermi questa medaglia, appuntarmela sul fatto, facendo finta di nulla…”.

E invece?
“E invece devo essere sincero e confessare che con Carlo siamo amici da anni. Mi vuole bene, l’ho anche invitato a venire in città”.

E quindi?
“So che c’è un piccolo conflitto di interessi a mio favore”.

In campo la chiamavano «il chierichetto» perché serviva palle al gran sacerdote del pallone, Francesco Totti?
“No, mi chiamavano così proprio perché letteralmente facevo il chierichetto. Lo facevo persino a Trigoria, quando si diceva messa lì”.

Lei da giocatore di Serie A fece un gesto clamoroso. Dopo un grave infortunio al ginocchio chiese alla Roma di autoridursi uno stipendio milionario al salario choc di 1.500 euro al mese.
“Bisogna raccontare cosa era accaduto. Pochi o nessuno avevano avuto un infortunio grave come il mio. C’erano delle perplessità sulla mia effettiva capacità di recupero fisico, ma io volevo tornare ad ogni costo”.

E così ha rinunciato ad un super stipendio da calciatore per darsene uno da postino, pur di continuare a giocare.
“Ed è stata una delle scelte migliori della mia vita. Perché poi, alla fine del campionato, abbiamo vinto in due”.

Lei è riuscito a tornare titolare.
“E tutti insieme siamo arrivati a una finale di Coppa Italia che forse, se mi fossi tenuto il mio ingaggio garantito, non avrei mai potuto giocare”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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