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Da Madrid a Tirana, le nostre coppe soltanto con Mou

Con la vittoria della Conference con la Roma, Mourinho aggiorna il suo palmares. L’allenatore portoghese aggiorna i suoi record

(La Gazzetta dello Sport – Fabio Licari) – Da José a José. Da Madrid 2010 a Tirana 2022 che non avrà il fascino del Bernabeu, non somiglia alla Champions, indossa lo strano nome della Conference ma è comunque la prima coppa vinta da una squadra italiana dal lontano Triplete nerazzurro.

José Mourinho è l’unico allenatore ad averci dato un successo nell’ultimo decennio dopo la Champions nerazzurra.

Con le coppe europee ha un rapporto “special” come si definì lui stesso al Chelsea. A quota cinque ha raggiunto Guardiola e Van Gaal, il prossimo obiettivo è Sacchi che ne ha sei.

La leggenda comincia con l’Euorpa League 2003, a Siviglia: il Porto solleva il trofeo battendo il Celtic.

L’anno successivo, ancora in panchina del Porto più forte di sempre, conquista la Champions travolgendo in finale il Monaco di Descahmps.

Quella del 2004 resta l’ultima vinta da un club non spagnolo, inglese, italiano e tedesco, a proposito di imprese.

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Diciotto anni dopo la Champions del Porto, e dodici dopo quella interista, questa Conference ha il respiro di un0altra piccola grande impresa.

Nel nuovo torneo Uefa erano comunque iscritti il Tottenham del “nemico” Conte e Leicester, Marsiglia, Feyenoord, Rennes, Celtic, Basilea.

Se prendiamo le semifinaliste dell’ultima Europa League, il confronto con quelle di Conference è equilibrata.

Per non parlare dell’attesa per la finale: al di là dei soliti violenti, i tifosi italiani e olandesi hanno vissuto questa sfida come quella di un Mondiale.

Da Madrid 2010 a Tirana 2022, Mou si prende ancora un altro record: il primo allenatore ad aver conquistato le tre coppe esistenti, Champions (Porto e Inter), Europa League (Porto e United) e Conference (Roma).

Gli mancano la Supercoppa europea, persa tre volte con Porto, Chelsea e United, un torneo “respingente”, e il Mondiale per club, al quale è sfuggito perché lascia sempre il suo club ogni volta dopo la Champions. C’è sempre tempo, vedi mai.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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