Per scrivere il contratto di Dybala la Roma ha impiegato ben 36 ore. Dal prossimo anno, in caso di addio, al giocatore una parte della clausola rescissoria.
(La Gazzetta dello Sport) – Si è lavorato tanto sul contratto di Paulo Dybala. Alla stesura del contratto si è iniziato a lavorarci lunedì pomeriggio, per arrivare poi a dama solo mercoledì in tarda mattinata.
Domenica sera, quando è stato trovato l’accordo, non era stata ancora buttata giù neanche una riga. Per la Roma ci ha lavorato Maurizio Lombardo, che poi è l’uomo dei contratti in casa giallorossa, mentre per Dybala ogni cosa veniva trasferita da Antun e Novel a Luca Ferrari.
E’ stato complesso anche per i fusi orari e per le attese inevitabili necessarie da una parte all’altra del globo. C’è stato poi anche da sistemare la situazione Common Goal, il progetto che vede i calciatori devolvere l’1% del proprio stipendio per iniziative benefiche nel mondo del calcio.
Il triennale firmato dall’argentino vive di voci e postille. E riguarda tutto ciò che muove Dybala, dal reparto media al merchandising fino alla sponsorship. Quando e come Dybala deve fare spot di squadra, quando deve indossare la maglia della Roma o quando invece è autonomo di gestirsi per i suoi diritti d’immagine. Già, proprio quelli che portano a Dybala un indotto tra i 20 ed i 30 milioni di euro annui. E poi l’opzione per il quarto anno e i bonus.
Complessa è stata la gestazione della clausola rescissoria, sui 20 milioni ma diverse dalle solite. Ci si è arrivati tramite una logica di partnership, partendo dal fatto che il giocatore poteva avere offerte più altre di quella della Roma. Dybala dal prossimo anno incasserà una percentuale ma anche la Roma potrà muoversi, rilanciando e riacquistando il calciatore.
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