Domenica si giocherà il match tra Roma e Lecce. Un doppio ex della sfida, Mirko Vucinic, ha parlato in esclusiva dei due club in cui ha giocato.
I ricordi che Mirko Vucinic ha lasciato a Lecce e Roma sono tanti, con l’attaccante montenegrino che si è sempre fatto adorare dalle tifoserie dei club in cui ha giocato. La forte punta classe 1983, ha parlato in esclusiva all’edizione pugliese della Gazzetta dello Sport in particolare della sfida di domenica che vedrà scontrarsi i suoi ex club. Ecco le sue parole.
La partita tra Roma e Lecce
“L’atteggiamento farà la differenza, Hjulmand e compagni non devono avere paura, ma servirà concedere poco spazio a Dybala e Abraham. Paulo può inventarsi la giocata decisiva in ogni momento, Tammy si muove bene in area di rigore, ma con una difesa ordinata e le ripartenze a tutta velocità potrebbe arrivare un risultato positivo. La Roma si è rinforzata con giocatori esperti e grazie a Mourinho ha intrapreso un percorso di crescita importante. Anche il Lecce non sta sfigurando, ma qualche vittoria in casa farebbe comodo. Questo Lecce sembra il mio ai tempi di Rossi e Zeman, la gioia di questi ragazzi e la loro voglia di affermarsi sono armi preziose, ma l’inesperienza può giocare brutti scherzi. Strefezza potrebbe ripetere il mio cammino, ha tecnica, estro e intelligenza, ai romanisti piacerebbe un sacco, l’Olimpico si gaserebbe con un giocatore simile. Corvino? Finché c’è il direttore il club sarà in ottime mani, basti vedere cosa sta facendo la Primavera salentina”.
Rimpianti
“Rimpiango di non essere riuscito a chiudere la carriera al Lecce, Il presidente Sticchi Damiani mi aveva chiamato visto che ci conoscevamo dai tempi di Roma, però dovetti rifiutare perché non stavo bene fisicamente e non avrei sopportato di deludere i tifosi. In futuro però mi piacerebbe tornare, magari ad allenare anche se ho appena iniziato a lavorare con il CT Radulovic per il Montenegro”.

